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Marco Parente è uno dei più originali ed innovativi songwriters della scena musicale italiana
acclamato, sia dalla critica che dal pubblico, per il suo approccio alla musica che mescola
arrangiamenti jazz sperimentali e sublimi melodie pop, poesia d’avanguardia ed elettronica.
Marco Parente è uno dei più originali ed innovativi songwriters della scena musicale italiana
acclamato, sia dalla critica che dal pubblico, per il suo approccio alla musica che mescola
arrangiamenti jazz sperimentali e sublimi melodie pop, poesia d’avanguardia ed elettronica.
Marco Parente, nato a Napoli nel 1968, vive a Firenze dal 1990. Dopo vari demo e collaborazioni, nel 1997
esce il suo primo album "Eppur non Basta" (Taccuini/CPI), un disco decisamente di ricerca, pur rimanendo
nell’ambito della “canzone”, che ha riscosso numerosi consensi di critica per l’originalità delle composizioni e
degli arrangiamenti. Carmen Consoli, affascinata dal progetto fin dall’inizio, duetta con Marco nel brano
“Oio”.
Nel periodo in cui Marco inizia a registrare il secondo disco, prende parte al progetto “L’Isola di Wyatt”,
dedicato a Robert Wyatt. Insieme ai La Crus Parente esegue “Gharbzadegi".
Il secondo album uscito nel novembre 2000 si intitola "Testa di’ Cuore" (CPI). Cristina Donà è l’ospite che
regala la sua splendida voce in “Senza Voltarsi”.
Accolto entusiasticamente da tutta la stampa italiana, l'album apre diverse porte a Parente: un nuovo,
sempre più numeroso, pubblico e nuove collaborazioni. Come quella con "City Lights", casa editrice che ha
sempre sostenuto le forme più sperimentali della poesia.
Questa frequentazione del mondo letterario porta Parente a partecipare al tour "PullMan My Daisy" con Ed
Sanders, Anne Waldaman, John Giorno, Alejandro Jodorowsky, Lawrence Ferlinghetti e altri grandi
nomi.
La collaborazione con "City Lights Italia" continua nel 2001 con "Fuck Art, Let's Dance" Spetttacolo nel
quale Marco Parente esegue i commenti musicali alle letture di Ferlinghetti.
Nel 2002 Patty Pravo registra una delle canzoni di Marco (Farfalla Pensante) per il suo nuovo album.
Durante lo stesso anno Marco Parente fa uscire l’album: “Trasparente” (Mescal/Sony) prodotto da Manuel
Agnelli (Afterhours) e trainato dal singolo "La mia rivoluzione". Il disco sancisce Parente come uno dei
songwriters italiani più apprezzati, attraendo i pubblici più vari: dall'amante del jazz al fan dei Radiohead.
Nell'ottobre 2002 Parente riceve il Premio Grinzane Cavour per la poesia e i testi musicali insieme a
Manuel Agnelli e Cristina Donà con i quali si è esibito durante la serata in una emozionante performance
acustica immortalata su cd, uscito in allegato alla rivista Il Mucchio Extra.
Nel maggio 2003, Marco Parente accompagnato dalla Millenium Bugs' Orchestra (un'incredibile jazz Big
Band) si esibisce in un’incredibile show a Firenze. La performance viene registrata e poi pubblicata nel
successivo disco di Marco Parente, il live "L'attuale jungla" (Mescal/Sony).
Il 2004 viene impegnato con collaborazioni con City Lights in giro per l’Europa nei più importanti festival di
letteratura ad unire, con compagni di viaggio ogni volta differenti, poesia, musica e teatro.
Indimenticabile il concerto in Germania con Stefano Bollani per la “Triennale della Rhur”.
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Fra la fine di 2005 ed all'inizio del 2006 Parente fa uscire due nuovi album differenti, ma con lo stesso titolo:
“Neve Ridens”. Come due lati della stessa moneta, i dischi completano il percorso stilistico portato avanti
nei lavori precedenti. Il successo del progetto “Neve Ridens” viene completato dal lunghissimo tour
(tutt’ora in corso) che lo segue. Non manca nemmeno la parte visiva con lo splendido video che è passato
su tutti i network musicali. Intitolato “Neve Ridens” è visionabile sul web all’indirizzo:
http://www.postodellefragole.com/neveridens/001.html
Sempre tra il 2005 ed il 2006 nasce un nuovo progetto del cantautore, che consiste nel dare nuova linfa
all’affascinante mondo della poesia sonora. E’ così che viene alla luce lo spettacolo “Il Rumore dei Libri”,
dove Marco, pescando dall’immenso archivio di poesia sonora “Baobab”, utilizza le voci dei poeti,
fondendole con la sua musica e creando un’affascinante mondo sonoro, sospeso tra passato e futuro. Come
sempre nella continua ricerca di abbattere le barriere tra le forme d’arte.
“Il Rumore dei Libri” ha inaugurato con 2 performances sold-out la stagione 2006 di Fabbrica Europa, alla
Stazione Leopolda di Firenze. |